U8 UNA MOLE DI RUGBY

Cos’è una Mole?

È l’unità di misura della “quantità di sostanza”.

Al torneo Una Mole di Rugby abbiamo visto tantissima sostanza dai nostri piccoli rugbisti.

Sotto una pioggia battente e incessante, con freddo pungente, assenze improvvise che hanno portato a rivedere la messa in campo e avversari di livello , non hanno spento la voglia di lottare e provarci fino alla fine.

Un insieme di concause che si sono fatte sentire ma la “quantità di sostanza” non è cambiata e il gioco del rugby è stato espresso bene per tutto il torneo.

Per gli scorpioncini è sicuramente stata una giornata difficile e complicata, si son visti bei momenti di gioco ed impegno, e presi spunti per lavorare sulle carenze; la giornata è stata indubbiamente costruttiva.

Ringraziamo i nostri bambini, siete stati eroici!

Ringraziamo i genitori che hanno passato la mattinata sotto l’ombrello e coi piedi nel fango.

Ma soprattutto ringraziamo il Cus Torino per esser riuscito a tener in piedi il torneo nonostante le difficoltà.

U10 – GRUGLIASCO TORNEO DELLA MOLE .

Prendiamo una giornata piovosa, anche un po’ fredda e 6 piccoli “guerrieri” con tanta voglia di giocare e nessuna voglia di arrendersi e vediamo cosa ne esce: uno spettacolo strepitoso!

Questo non per il risultato finale ma per quello che ci hanno mostrato.

Una SQUADRA coesa, determinata che ha affrontato con coraggio qualsiasi avversario.. anche quelli più “temibili”.

Ma è successa un’ altra cosa straordinaria.La voglia di fare meta si è trasformata nella voglia di far fare meta al compagno.. un gioco di altruismo e cuore che ha permesso a tutta la squadra di dare il proprio contributo.. uno spettacolo che ha fatto tanto bene al cuore e ci ha confermato che il rugby è stata la scelta giusta.

Ancora tanti complimenti ai nostri ragazzi e soprattutto a Lorenzo per la sua prima meta. Siamo assolutamente fieri di voi 💚🩵

UNA MOLE DI RUGBY U12

Se il rugby degli adulti è una battaglia epica, quello dei bambini nel fango è un mix esplosivo infatti ,per un mini-rugbista, la pioggia non è un contrattempo: è un invito a nozze.

​La scena è sempre la stessa, da una parte ci sono loro, i bambini, con gli occhi che brillano, guardano le pozzanghere come se fossero parchi acquatici. Dall’altra c’è il pubblico preoccupato ma pronto a tifare.

​All’inizio c’è sempre quel momento di esitazione. Il primo bambino che cade, guarda la macchia marrone sul ginocchio e poi guarda l’allenatore,ma basta il primo placcaggio, la prima scivolata “accidentale”, e la diga rompe.
​Nel giro di dieci minuti, le maglie del club spariscono.

Non ci sono più i colori della squadra, ma solo diverse sfumature di marrone.
​Provano a fare un passaggio, ma la palla schizza via come una saponetta, scoprono che scivolare di pancia nel fango fa andare più veloce che correre.

​La Partita: Eroi in Miniatura

​Il fischio d’inizio dà il via al caos più gioioso del mondo. In queste giornate, le tattiche spiegate il mercoledì spariscono nel nulla.

​Invece di una ruck ordinata, si forma un cumulo di bambini che sembra un unico, enorme mostro di fango con sedici gambe che scalciano. L’arbitro deve scavare tra le maglie per capire dove sia finita la palla. Quando finalmente spunta fuori, è così coperta di melma che sembra un sasso di fiume.

​La corsa verso la meta

​Un bambino afferra la palla, punta la linea di meta e… splat. I piedi affondano, l’equilibrio salta e la corsa finisce con un tuffo degno delle Olimpiadi. Si rialza ridendo, con il fango che gli cola giù per il viso, si pulisce le mani sulla maglia (peggiorando la situazione) e riparte.
​A fine torneo, non ci sono vinti o vincitori, ci sono solo sculture di argilla semoventi.

I bambini si guardano tra loro e ridono: i denti bianchissimi spiccano sulle facce completamente nere di terra. È il momento del saluto di rito, con i piccoli atleti che sembrano reduci da una spedizione nella giungla e gli allenatori che scuotono la testa, orgogliosi.
​ Perché per un bambino, una giornata di rugby nel fango non è faticosa: è semplicemente la giornata più bella del mondo.