Dicevano fosse uno sport da uomini. Poi sono arrivate loro: le Fenici.

Due giorni di lavoro, caldo e orgoglio per dare inizio a una nuova ripartenza del rugby femminile

Quarantotto ore di campo, sudore e fatica. Due giornate intense, vissute sotto un caldo che non ha fatto sconti, con temperature arrivate fino a 36 gradi. Eppure, nonostante la stanchezza e le condizioni difficili, le ragazze delle Fenici hanno risposto presente.

 

Sono scese in campo con determinazione, lavorando su tecnica, gioco, organizzazione e spirito di squadra. Hanno corso, placcato, ascoltato, sbagliato e riprovato. Senza mai mollare un centimetro. Ogni esercizio, ogni corsa e ogni confronto sono diventati parte di un percorso più grande: quello della ripartenza.

 

Questi due giorni non sono stati soltanto un momento sportivo. Sono stati un’occasione per ritrovarsi, condividere fatica e tempo insieme, dentro e fuori dal campo. Dopo una stagione non sempre semplice, la scelta è stata chiara: non aspettare settembre, ma ricominciare subito. Con più consapevolezza, più unione, più responsabilità e più entusiasmo.

 

Il nome Fenici non è casuale. La Fenice rinasce, si rialza e trova forza proprio nei momenti difficili. Ed è questo lo spirito con cui il gruppo vuole guardare avanti: trasformare le difficoltà in energia, la fatica in crescita, il passato in nuovo slancio.

 

Ogni goccia di sudore ha raccontato un messaggio preciso: le Fenici ci sono, valgono e giocano a rugby. Con passione, coraggio e identità.

 

Il rugby femminile non è la versione di qualcos’altro. È sport vero, fatto di sacrificio, determinazione, appartenenza e cuore. Queste due giornate lo hanno dimostrato ancora una volta.

 

Un ringraziamento va alle ragazze, allo staff, ai dirigenti e alle famiglie che hanno condiviso e sostenuto questo momento. Perché una squadra non si costruisce solo con gli allenamenti, ma anche con la presenza, la fiducia e il lavoro comune.

Da qui si riparte.

Insieme. Più forti. Più consapevoli. Più Fenici.